Chi mi conosce sa che non sprizzo propriamente spirito patriottico da tutti i pori. Anzi, direi decisamente il contrario: non perdo occasione per criticare, sbuffare, imprecare, alzare gli occhi al cielo quando si parla di Italia. Le cose che non funzionano, la disoccupazione, i bamboccioni, e si fa tutto all'italiana, e berlusconi, e il fatto che siamo lo zimbello del mondo intero, e pizza pasta mafia mandolino e bunga bunga.
Ma una cosa devo proprio raccontarla.
In questi giorni ho lavorato presso una fabbrica di Vienna, la rappresentanza per tutto il Centro Europa di un colosso della chimica, dove un team di tecnici emiliani sta montando, da un mese ormai, un complesso sistema di robot e nastri trasportatori super tecnologici. Oltre alla sorpresa dovuta al fatto che il colosso tedesco si sia affidato proprio ad una ditta italiana, mi ha colpito tantissimo che fossero tutti ragazzi giovani (più o meno della mia età), competenti, espertissimi nel loro campo. E pure carini e gentili, il che non guasta mai. Insomma, delle eccellenze. Il potenziale in Italia c'è, c'è la competenza, c'è tutto. Allora dove sbagliamo? Cosa manca?
Ecco, oggi mi è sembrato il giorno giusto per dirlo, proprio nel giorno in cui tutti quanti sembrano posseduti da uno spirito patriottico prima sconosciuto (o nascosto?).
Per citare Gaber:
mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini
allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli spacco sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
lo sono
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giovedì 17 marzo 2011
domenica 26 dicembre 2010
cose di casa
Innanzitutto, buone feste a tutti, anche se un po' in ritardo.
Per elencarne alcune, alla rinfusa: ho trascorso due memorabili giornate in giro per una Vienna natalizia che pareva Londra (o la Val Padana) in autunno, vista la nebbia. E' avvenuto il consueto scambio dei regali col mio uomo, quest'anno effettuato in anticipo, dato che non lo vedrò per un mese - se ne vola, dopo due anni che non ci andava, oltreoceano da mammà. Il suddetto uomo, che, vista la sua professione, d'ora in poi chiamerò "il Pava", mi ha inoltre fatta entrare, di contrabbando, ad un backstage-afterparty in onore del mitico Placido Domingo. Con cui mi son fatta pure una foto di cui mi vanterò nei secoli a venire. Tiè. A 69 anni è decisamente un uomo molto, molto affascinante.
Il viaggio in Italia è stato alquanto allucinante. Un po' me la sono cercata, perché prendere un treno il 23 dicembre è sempre un azzardo. Specie se il treno in questione (l'unico che io potevo prendere che mi consentisse di arrivare a casa in meno di 7 ore) viaggia in diagonale da Vienna al Tirolo passando per Stiria e Carinzia: ciò significa che l'80% degli studenti e dei lavoratori di queste regioni che vivono a Vienna scende a casa per Natale a bordo di questo treno. E infatti: mezz'ora di ritardo per far salire tutti. Io, che son furba e scafata, avevo il posto prenotato però son rimasta letteralmente incastrata in corridoio per venti minuti, senza poter andare né avanti né indietro: gente in piedi, seduta, distesa, tra bagagli, pacchi e pacchetti. Allucinante. Sembrava quasi il Milano-Lecce (però gli austriaci senza prenotazione non si azzardano nemmeno a posare il proprio deretano su un posto prenotato, preferiscono restare in corridoio anche se il posto risulta non occupato. Non finirò mai di stupirmi).
Dopo il viaggio della speranza (treno + bus), appena messo piede in casa, digiuna ed esausta mi han chiamata per un'emergenza lavorativa. Ottimo, devono aver fiutato la mia presenza in terra natìa.
Sto a risparmiarvi la serie di sfighe accadute alla mia famiglia allargata in questi giorni di festa (dico solo: caldaia morta il giorno 24 dicembre alle ore 17, ovvio, no?) e le varie bagarre che non sono mancate nemmeno quest'anno, e vi lascio con questa amena scenetta familiare registrata durante il pranzo natalizio, mentre eravamo tutti impegnati con il secondo:
Nonna: "Nooo non voglio bere acqua fredda, che ieri avevo mal di pancia"
Mamma: "Ma non è fredda, è a temperatura ambiente!"
Nonna (che ha una nota avversione per l'apparecchio acustico): "Ecco, brava, meglio l'acqua corrente. Che poi ieri non so se è stata la cocacola, o le arance, ma continuavo a dover andare in bagno."
Mamma: "Ehm, ok, ok, abbiamo capito..."
Nonna: "Ma infatti, ma dovevo scappare proprio, cinque, sei volte, dici che son state le arance? Lo sapevo io che le arance non dovevo mangiarle: l'arancia di mattina è oro, di sera è bronzo. Mamma che crampi, ieri!"
Mamma: "BASTA!!!!"
Nonna: "Hai fatto pure la pasta???"
Ah, l'aria di casa.
sabato 18 dicembre 2010
Nostalgie alimentari
Oggi allo "Spar Gourmet" ho trovato la scamorza affumicata. Ho dovuto soffocare un grido di giubilo.
Mentre mi accingevo a pagare, ho dato un'occhiata a ciò che la cassiera stava passando allo scanner: zucchine, mozzarella, olio d'oliva, pane per tramezzini (!), pomodori pelati rigorosamente italiani, prosciutto cotto, panna da cucina, pasta e tortellini. Vi lascio immaginare il prezzo finale. Ammetto di essere inorridita e di aver pensato "Oddio. Sono proprio italiana".
Io un tempo non ero così, anzi. Sono nata e cresciuta in Friuli Venezia Giulia, e la cucina locale è già piuttosto 'fusion', mescola elementi mitteleuropei e mediterranei. Sono cresciuta parlando due lingue e mangiando pasta col gulasch, per dire. Quando mi sono trasferita a Vienna, il frigo era pieno di würstel e knödel. Pranzavo volentieri con i salsicciotti del hotdoggaro alla fermata del tram e mi compravo pure la Wiener Schnitzel, la cotoletta, già pronta da scaldare.
Io sono una che non ha mai sbandierato la propria nazionalità, tantomeno col cibo. Mi considero una gran cosmopolita e all'estero assaggio sempre le pietanze locali.
Adoro la cucina etnica, e qui ce n'è veramente per tutti i gusti: mi trasferirei in un buffet asiatico, se potessi.
Però, però, ultimamente ho notato di essere diventata un po', come dire? Culinariamente snob? Nostalgica? Sono qui ormai da troppo tempo e sto cercando di ritrovare un'identità aggrappandomi al cibo? Starò diventando *gasp* italofila??? Non so, fatto sta che:
- i formaggi locali mi "puzzano" e mangerei solo pecorino e scamorza.
- con tutto il pane buonissimo che fanno, qui, ultimamente mi viene sempre più voglia di mangiar tramezzini!
- nota dolente. La pizza. Qui pullula di pizzerie 'tarocche' (con nomi improbabili tipo "Casa nostra" "Don Diabolo" "Nubia: pizza/pasta/cucina viennese/specialità mediorientali") che fanno la pizza con un imprecisato formaggio giallino e le spennellano ben bene di una fantastica, profumatissima emulsione di olio e aglio sintetico in polvere (bleah). Ecco. Io queste pizze non le posso mangiare. Non ce la faccio. Quindi, mi resta solo l'opzione: pizza italiana. Che, ahimè, qui ha dei costi piuttosto proibitivi, quindi non è che me la posso concedere una volta a settimana. E quindi me la faccio. Con la mozzarella, possibilmente di bufala, se la trovo (Oh, io prima di venir qui non sapevo nemmeno cosa fosse, la mozzarella di bufala). E con il prosciutto cotto importato (che costa una fortuna, peraltro).
- last but not least: i pandistelle. E qui credo mi capiranno molti espatriati. Qui in Austria (ma anche altrove) è assolutamente sconosciuto il concetto di 'inzuppare i biscotti nel latte/caffé/thé'. Anche la colazione è prevalentemente salata. I biscotti che fanno qui son tutti enormi, burrosissimi, pesantissimi e mal si prestano al tanto amato rituale mattutino. Chi non ci è passato non lo sa: l'astinenza è atroce. Quindi, con gli altri italiani, abbiamo organizzato un network di contrabbando di pandistelle. Chi scende in Italia, raccoglie ordinazioni e al ritorno distribuisce il malloppo. L'ultima volta avevo 4kg di biscotti in valigia.
Durante la mia ultima puntata a casa, sono andata alla coop per comprare qualche piccola cosa (oltre ai suddetti pandistelle) da portare con me a Vienna. I supermercati italiani, paragonati a quelli austriaci, sono il giardino dell'eden, delle oasi di abbondanza incredibili. E io mi sento una scema, ma davvero: giro per gli scaffali e penso: oooh, quanta frutta, oooooh 18292898 varietà di pasta! Ooooh l'olio d'oliva al limone! Oh come costa poco! Ooooh lo stracchino e la robiola! Il banco dei salumi con la mortadella! Ooooh il pesce fresco!!! Di solito compro qualche risotto in busta, per le emergenze o per quando torno a casa tardi e non mi va di spadellare. Questa volta, completamente estasiata, accecata e inebetita da cotale e cotanta abbondanza di italico cibo, ho messo nel carrello (e poi in valigia) tre buste di...
...pasta e fagioli. Liofilizzata.
Qualcuno mi aiuti, ma davvero.
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