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sabato 18 dicembre 2010
Nostalgie alimentari
Oggi allo "Spar Gourmet" ho trovato la scamorza affumicata. Ho dovuto soffocare un grido di giubilo.
Mentre mi accingevo a pagare, ho dato un'occhiata a ciò che la cassiera stava passando allo scanner: zucchine, mozzarella, olio d'oliva, pane per tramezzini (!), pomodori pelati rigorosamente italiani, prosciutto cotto, panna da cucina, pasta e tortellini. Vi lascio immaginare il prezzo finale. Ammetto di essere inorridita e di aver pensato "Oddio. Sono proprio italiana".
Io un tempo non ero così, anzi. Sono nata e cresciuta in Friuli Venezia Giulia, e la cucina locale è già piuttosto 'fusion', mescola elementi mitteleuropei e mediterranei. Sono cresciuta parlando due lingue e mangiando pasta col gulasch, per dire. Quando mi sono trasferita a Vienna, il frigo era pieno di würstel e knödel. Pranzavo volentieri con i salsicciotti del hotdoggaro alla fermata del tram e mi compravo pure la Wiener Schnitzel, la cotoletta, già pronta da scaldare.
Io sono una che non ha mai sbandierato la propria nazionalità, tantomeno col cibo. Mi considero una gran cosmopolita e all'estero assaggio sempre le pietanze locali.
Adoro la cucina etnica, e qui ce n'è veramente per tutti i gusti: mi trasferirei in un buffet asiatico, se potessi.
Però, però, ultimamente ho notato di essere diventata un po', come dire? Culinariamente snob? Nostalgica? Sono qui ormai da troppo tempo e sto cercando di ritrovare un'identità aggrappandomi al cibo? Starò diventando *gasp* italofila??? Non so, fatto sta che:
- i formaggi locali mi "puzzano" e mangerei solo pecorino e scamorza.
- con tutto il pane buonissimo che fanno, qui, ultimamente mi viene sempre più voglia di mangiar tramezzini!
- nota dolente. La pizza. Qui pullula di pizzerie 'tarocche' (con nomi improbabili tipo "Casa nostra" "Don Diabolo" "Nubia: pizza/pasta/cucina viennese/specialità mediorientali") che fanno la pizza con un imprecisato formaggio giallino e le spennellano ben bene di una fantastica, profumatissima emulsione di olio e aglio sintetico in polvere (bleah). Ecco. Io queste pizze non le posso mangiare. Non ce la faccio. Quindi, mi resta solo l'opzione: pizza italiana. Che, ahimè, qui ha dei costi piuttosto proibitivi, quindi non è che me la posso concedere una volta a settimana. E quindi me la faccio. Con la mozzarella, possibilmente di bufala, se la trovo (Oh, io prima di venir qui non sapevo nemmeno cosa fosse, la mozzarella di bufala). E con il prosciutto cotto importato (che costa una fortuna, peraltro).
- last but not least: i pandistelle. E qui credo mi capiranno molti espatriati. Qui in Austria (ma anche altrove) è assolutamente sconosciuto il concetto di 'inzuppare i biscotti nel latte/caffé/thé'. Anche la colazione è prevalentemente salata. I biscotti che fanno qui son tutti enormi, burrosissimi, pesantissimi e mal si prestano al tanto amato rituale mattutino. Chi non ci è passato non lo sa: l'astinenza è atroce. Quindi, con gli altri italiani, abbiamo organizzato un network di contrabbando di pandistelle. Chi scende in Italia, raccoglie ordinazioni e al ritorno distribuisce il malloppo. L'ultima volta avevo 4kg di biscotti in valigia.
Durante la mia ultima puntata a casa, sono andata alla coop per comprare qualche piccola cosa (oltre ai suddetti pandistelle) da portare con me a Vienna. I supermercati italiani, paragonati a quelli austriaci, sono il giardino dell'eden, delle oasi di abbondanza incredibili. E io mi sento una scema, ma davvero: giro per gli scaffali e penso: oooh, quanta frutta, oooooh 18292898 varietà di pasta! Ooooh l'olio d'oliva al limone! Oh come costa poco! Ooooh lo stracchino e la robiola! Il banco dei salumi con la mortadella! Ooooh il pesce fresco!!! Di solito compro qualche risotto in busta, per le emergenze o per quando torno a casa tardi e non mi va di spadellare. Questa volta, completamente estasiata, accecata e inebetita da cotale e cotanta abbondanza di italico cibo, ho messo nel carrello (e poi in valigia) tre buste di...
...pasta e fagioli. Liofilizzata.
Qualcuno mi aiuti, ma davvero.
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martedì 30 novembre 2010
Decorazioni natalizie - fette di arancia essiccate
Prima mi son concessa un'ora d'aria e, andando a fare la spesa, ho attraversato uno degli innumerevoli mercatini di natale cittadini. Che son sempre uguali, eh, anno dopo anno. Sempre le solite cianfrusaglie vendute a prezzi spropositati, tipo i cagnolini di fil di ferro (???) o i giocattoli di legno (i miei preferiti!) Ma il profumo del vin brulè e del punsch, le luci, l'odore delle candele di cera d'api e degli incensi profumati, beh fanno sempre un certo effetto, diciamocelo. E mi sono fatta prendere dal mood natalizio. Quindi ho deciso di condividere con la blogopalla intera ciò che considero un vero, personalissimo, successo (non sono molto creativa, e decisamente imbranata per quanto riguarda i lavori manuali): le fettine d'arancia essiccate da usare per le vostre decorazioni natalizie.
Vi occorrono:
- un paio di arance (vanno bene pure i limoni), di medie dimensioni (regolatevi a seconda della quantità di cui avete bisogno e dell'uso che intendete farne. Io ho un alberello tascabile e ho usato un'arancia e un limone)
- nastrini (quelli per i pacchetti, o un qualsiasi nastro da merceria)
- un forno :-)
Cosa dovete fare:
- Tagliare gli agrumi a fettine sottili, partendo dalla 'calotta' superiore in modo dalle ottenere delle fette con gli spicchi "a vista" (capito cosa intendo?)
- mettere le fettine ad asciugare il forno, a temperatura bassissima, tipo 50°C (se ventilato ancora meglio. Io ho un fornetto elettrico scrauso che però ha svolto egregiamente il suo dovere) per molte ore, anche tre. Se la temperatura è troppo alta, le fette rischiano di annerirsi.
- facoltativo: terminare l'essiccatura sul calorifero
- lasciate seccare per bene per un giorno o due
- praticate un foro al centro o nella parte superiore della fetta (sotto la buccia, per capirci) e fateci passare il nastrino.
- voila, i vostri fantastici addobbi bio-green-rustico-chic sono pronti!
Ah, come mi compiaccio. Faranno proprio un figurone sul mio albero nano in plastichetta cheap preso l'anno scorso in un raptus di follia, quando fui colta dall'improvvisa consapevolezza che "ommerdaèquasinataleenonhomancounapalladaappendereallaportadicasa". Ovviamente, seguirà documentazione fotografica ad addobbo ultimato!
Last but not least, la cena di stasera (perché l'uovo con le patate di ieri sera era davvero squallido): medaglioni di tonno [surgelati, ché qua il pesce fresco non esiste] al limone con contorno di zucchine in padella. Oggi sono proprio soddisfatta di me stessa e di questo tripudio di creatività improvvisa!
Vi occorrono:
- un paio di arance (vanno bene pure i limoni), di medie dimensioni (regolatevi a seconda della quantità di cui avete bisogno e dell'uso che intendete farne. Io ho un alberello tascabile e ho usato un'arancia e un limone)
- nastrini (quelli per i pacchetti, o un qualsiasi nastro da merceria)
- un forno :-)
Cosa dovete fare:
- Tagliare gli agrumi a fettine sottili, partendo dalla 'calotta' superiore in modo dalle ottenere delle fette con gli spicchi "a vista" (capito cosa intendo?)
- mettere le fettine ad asciugare il forno, a temperatura bassissima, tipo 50°C (se ventilato ancora meglio. Io ho un fornetto elettrico scrauso che però ha svolto egregiamente il suo dovere) per molte ore, anche tre. Se la temperatura è troppo alta, le fette rischiano di annerirsi.
- facoltativo: terminare l'essiccatura sul calorifero
- lasciate seccare per bene per un giorno o due
- praticate un foro al centro o nella parte superiore della fetta (sotto la buccia, per capirci) e fateci passare il nastrino.
- voila, i vostri fantastici addobbi bio-green-rustico-chic sono pronti!
Ah, come mi compiaccio. Faranno proprio un figurone sul mio albero nano in plastichetta cheap preso l'anno scorso in un raptus di follia, quando fui colta dall'improvvisa consapevolezza che "ommerdaèquasinataleenonhomancounapalladaappendereallaportadicasa". Ovviamente, seguirà documentazione fotografica ad addobbo ultimato!
Last but not least, la cena di stasera (perché l'uovo con le patate di ieri sera era davvero squallido): medaglioni di tonno [surgelati, ché qua il pesce fresco non esiste] al limone con contorno di zucchine in padella. Oggi sono proprio soddisfatta di me stessa e di questo tripudio di creatività improvvisa!
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lunedì 29 novembre 2010
Primo post (gioite, genti!)
Bene. Dopo lunghe elucubrazioni, riflessioni e ripensamenti vari, mi sono finalmente decisa ad inaugurare il mio blog. Dato che, diciamocelo, vivere all'estero e avere un blog ultimamente fa figo. E io, un po' di tempo ce l'ho, per condividere le mie mirabolanti avventure in questa città germanica, ma un po' slava, turca, mediorientale,e pure un po' italiana; nordica, ma anche un po' meridionale, dove tutto pare funzionare (pare, appunto! Ma non cerchiamo il pelo nell'uovo, suvvia!).
E' uno dei vantaggi del lavorare in autonomia, di esser capi di se stessi (ah ah ah... e doppiamente schiavi degli altri, però!). Un ritaglio di tempo, qui e lì, lo si trova.
Oppure lo si ruba al lavoro, tra una scadenza da rispettare e 15 minuti di facebook e i due video assolutamente imperdibili di youtube, magari ci scappa pure un post. Staremo a vedere quanto il mio lato autocelebrante riuscirà ad imporsi sul lato procrastinante.
Sono le nove di sera, le patate sono in pentola, tra un po' ci schiafferò sopra un uovo ad occhio di bue, giusto perché io posso, e perché non ho voglia di spadellare. Ed è un vantaggio del vivere da soli, il mangiare quello che si vuole e quando si vuole (chiaramente, degli svantaggi del vivere in solitudine parleremo in un'altra occasione). Sono appena scesa dopo essere stata convocata urgentemente dalla vicina del piano di sopra, la croata, alla quale si è impallato per l'ennesima volta il computer. Chissà che robaccia avrà scaricato stavolta. Mentre smanettavo fingendo di sapere cosa stavo facendo (ma oh, alla fine ho risolto il problema, attenzione!), mi ha servito circa un litro e mezzo di the allo zenzero che fa tanto bene allo stomaco, alla circolazione e alla vescica, preparato nel seguente modo: 1 cm e mezzo di radice di zenzero grattugiata grossolanamente fatta bollire in 2 litri d'acqua. Lascia riposare qualche minuto e preparati alla cascata bollente e piccante che si impadronirà prepotente del tuo esofago togliendoti il fiato (e la vista, date le lacrime!). Ottimo. Quanta pipì farò stanotte? Si accettano scommesse.
Toh. Su raiuno stanno dando Sissi, nella nuova versione italo-austriaca. Mein gott, mi sembra veramente appropriato, per inaugurare il mio diario viennese. E queste chicche, per concludere, fanno parte dei vantaggi del prendere raiuno come unica rete italiana all'estero. Son soddisfazioni, sono. Cristiana Capotondi è carina, però. Il tizio che fa Franz Joseph, invece, sembra un po' un bambino cresciuto troppo in fretta. Con una faccia un po' cavallina. Un incrocio tra Macaulay Culkin e un cavallo lipizzano, ecco. Non c'è paragone con la bellissima Sissi con Romy Schneider che mia mamma mi costringeva a vedere ad ogni festa comandata.
Nel frattempo, sono riuscita a bruciare le patate. Pommes de terre au carbon, che, condite con l'uovo strapazzato, sono una vera delizia.
E' uno dei vantaggi del lavorare in autonomia, di esser capi di se stessi (ah ah ah... e doppiamente schiavi degli altri, però!). Un ritaglio di tempo, qui e lì, lo si trova.
Oppure lo si ruba al lavoro, tra una scadenza da rispettare e 15 minuti di facebook e i due video assolutamente imperdibili di youtube, magari ci scappa pure un post. Staremo a vedere quanto il mio lato autocelebrante riuscirà ad imporsi sul lato procrastinante.
Sono le nove di sera, le patate sono in pentola, tra un po' ci schiafferò sopra un uovo ad occhio di bue, giusto perché io posso, e perché non ho voglia di spadellare. Ed è un vantaggio del vivere da soli, il mangiare quello che si vuole e quando si vuole (chiaramente, degli svantaggi del vivere in solitudine parleremo in un'altra occasione). Sono appena scesa dopo essere stata convocata urgentemente dalla vicina del piano di sopra, la croata, alla quale si è impallato per l'ennesima volta il computer. Chissà che robaccia avrà scaricato stavolta. Mentre smanettavo fingendo di sapere cosa stavo facendo (ma oh, alla fine ho risolto il problema, attenzione!), mi ha servito circa un litro e mezzo di the allo zenzero che fa tanto bene allo stomaco, alla circolazione e alla vescica, preparato nel seguente modo: 1 cm e mezzo di radice di zenzero grattugiata grossolanamente fatta bollire in 2 litri d'acqua. Lascia riposare qualche minuto e preparati alla cascata bollente e piccante che si impadronirà prepotente del tuo esofago togliendoti il fiato (e la vista, date le lacrime!). Ottimo. Quanta pipì farò stanotte? Si accettano scommesse.
Toh. Su raiuno stanno dando Sissi, nella nuova versione italo-austriaca. Mein gott, mi sembra veramente appropriato, per inaugurare il mio diario viennese. E queste chicche, per concludere, fanno parte dei vantaggi del prendere raiuno come unica rete italiana all'estero. Son soddisfazioni, sono. Cristiana Capotondi è carina, però. Il tizio che fa Franz Joseph, invece, sembra un po' un bambino cresciuto troppo in fretta. Con una faccia un po' cavallina. Un incrocio tra Macaulay Culkin e un cavallo lipizzano, ecco. Non c'è paragone con la bellissima Sissi con Romy Schneider che mia mamma mi costringeva a vedere ad ogni festa comandata.
Nel frattempo, sono riuscita a bruciare le patate. Pommes de terre au carbon, che, condite con l'uovo strapazzato, sono una vera delizia.
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