giovedì 3 febbraio 2011

Dinamiche di rimorchio - parte I

Pubblicato da Kat in Wien
Se c'è una cosa che continuo a non capire e non capirò mai, credo, sono le tecniche di corteggiamento degli austriaci.

Oh voi donzelle, abituate ad avere sciami di maschi italici al vostro cospetto in discoteca, al bar, durante la passeggiata, oh fanciulle che non dovete muover dito per ottenere il numero di telefono del ragazzo al tavolo di fronte, oh donne che per strada ricevete apprezzamenti e languide occhiate dai passanti... lasciate ogni speranza, entrando in Austria.

Qui le dinamiche sono lievemente differenti. Va fatta inoltre una dovuta premessa: l'austriaco medio è piuttosto freddino e fatica ad 'aprirsi'. Per questo motivo si serve del ben noto, universale elisir anti-timidezza: l'alcool. Un austriaco loquace è un austriaco un po' incanforato (come direbbe mia nonna). Le serate tipo, qui, sono due:

a) serata tra amici, in birreria, tutti intorno ad un tavolo, si beve birra. Poi, si beve birra. Infine, si beve dell'altra birra. Se lui è interessato e lei ci sta, si finisce, senza troppe cerimonie, la serata a casa di uno o dell'altra. Come riescano a portare a termine un incontro amoroso, dopo tutta quella birra, mi sfugge;

b) serata in discoteca. Qui l'approccio è un po' diverso, dato che i protagonisti di regola non si conoscono. E l'ambiente non facilita di certo la conversazione, quindi occorre puntare tutto sulla comunicazione non verbale. Lui sta seduto al divanetto. Lei, bella, scosciata e sicura del fatto suo, lo nota, e si avvicina a passo di danza. Tunz, tunz. Lui, dopo averla inquadrata con la coda dell'occhio, finge nonchalance e continua a sorseggiare il suo cocktail. Tunz, tunz. Lei, indispettita dalla mancanza di contatto visivo (non mi vede? Perché non mi guarda? Sono qui!), gli gira intorno come un condor, sempre ballando, ed esibendo le proprie scosciate grazie come un imbonitore al mercato. Tunz, tunz (un metro e mezzo di coscia esposta forse non gli basta? Forse, se provo ad abbassare un po' la maglietta...). A questo punto, anche il più tordo si sarebbe accorto da un pezzo dell'interesse dimostrato dalla ragazza, ma il nostro persiste nella sua indifferenza. Anzi, rincara la dose, alzandosi, voltando la schiena a lei, ed esibendosi in qualche tranquilla mossa techno-minimal. Tunz, tunz. La fanciulla è ormai presa dallo sconforto (ho passato tre ore in bagno a passarmi la piastra sulle extension per niente!), ferita nell'orgoglio e nell'autostima (ma che ho che non va?) e si appresta a fare retromarcia, sempre, si capisce, a passo di danza. Tunz, tunz. Tenta un'ultima strada, quella dell'umiliazione assoluta: l'approccio diretto. Sarà lei a dare il proprio numero al giovane e sarà anche lei, probabilmente, a proporre un eventuale incontro amoroso. Che il giovanotto, ovviamente, fiero di aver ottenuto proprio quel che voleva, accetterà senza far storie.

Tunz, tunz.


2 commenti:

Gio on 3 febbraio 2011 10:20 ha detto...

Sono astemio e odio le discoteche.
Adesso mi spiego tante cose.

Zion on 6 febbraio 2011 12:17 ha detto...

io propongo di portarsi dietro una paletta multilingue molto esplicita. Almeno si evita di parlare, ci si capisce subito e si evita anche di spendere un botto in alcool!!!

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